LA PAROLA AMBIGUA

conversazione di Raffaele Aragona
lunedì 15 gennaio 2007
Rotary Club Napoli Sud Ovest

La conversazione tratterà, tra l’altro, dell’omonimia linguistica, delle frasi ambigue e della scrittura a enigmi intesa come una particolare scrittura à contrainte. Ci si soffermerà infine su di un aspetto ludico della questione, quello relativo alla «crittografia mnemonica», un gioco enigmistico di notevole effetto, a volte ricco di arguzia e di umorismo, che si basa sul doppio significato attribuibile a una determinata locuzione. L’ambiguità, resa possibile grazie ai molteplici bisensi e alla svariate articolazioni del nostro lessico, si sviluppa secondo diverse modalità; una di queste, la più semplice, è quella “definizionale”: si dice, ad esempio,  IMPERTURBABILITÀ  per arrivare a intendere lo stadio Olimpico

Queste ambigue espressioni – di estremo interesse per studiosi di semantica, di retorica, di grammatiche generative o di logica delle presupposizioni – sono per lo più “frasi fatte”, nelle quali può scorgersi l’alternarsi di due distinti significati, proprio come in un gioco di dissolvenze. In esse si mostrano quanto mai evidenti le capacità della lingua a produrre e generare una pluralità di significazioni.

Anni addietro la «crittografia mnemonica» ha pure attratto l’attenzione dei linguisti, a cominciare da Greimas. Se Devoto le giudicò interessanti, Umberto Eco dedicò loro un seminario di studi al DAMS di Bologna e i risultati apparvero in un corposo numero di “Versus” (n° 18, sett.-dic. 1977). In esso Giovanni Manetti e Patrizia Violi analizzarono con rigore i diversi percorsi logici che permettono di collegare le due parti della «crittografia mnemonica». Il serio discorso semiologico fu illeggiadrito, però, da un titolo accattivante: La grammatica dell’arguzia.

Si proporrà al pubblico di giocare con queste «mnemoniche», con gli esempi dell’apposito link. 



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