Creazioni Ri-creazioni Ricreazioni

 

CENTINA ETEROANAGRAMMATICA
RIGRAFIA
MITOGRAFEMI
SONETTO PALINDROMICO
COMBINAZIONI MONORIME CON COMMENTO
SONETTO MONOVOCALICO LATENTE
TRADUZIONI OMOGRAFICHE
PICCOLO OMONIMARIO ILLUSTRATO
RIMBALZI STATISTICI
TESTI LOCUZIONALI SEMIAUTOMATICI
ANAGRAFIE
L'ALFABETO RAFFIGURATO
RITAGLI POETICI
SOLFEIX
POESIA TOPONOMASTICA
PLAGIO PER ANTICIPAZIONE
PLAGIO PER POSTICIPAZIONE
TEAnO
"S+n"
MUSICA ANTONIMICA
BLASONETTO
MISTERI OBBLIGATI

 

 

CENTINA ETEROANAGRAMMATICA

Nata sul modello di Ulcérations di Perec, è un componimento basato su di un eterogramma che viene anagrammato cento volte in altrettante stringhe; lette in successione e nei limiti allargati della significazione poetica, le nuove stringhe danno luogo ad un discorso di senso compiuto.
La "centina" di Ruggero Campagnoli prende titolo dalla prima stringa, Edulcoranti.

000 EDULCORANTI Edulcoranti.
001 DOLUCETINAR Do luce, ti narro
002 ROLUCENTIDA lucenti darti, da luco nero
003 RTIDALUCONE dati
004 RODATINELCU nel cuore: canti ludri
005 ORECANTILUD con duale
006 RICONDUALET trucolenta
007 RUCOLENTAID idea.
008 EA................             ........................
............................         ........................

 

RIGRAFIA

E' la scrittura di un testo a partire da un altro testo dato mediante il riordinamento di alcune sue righe tipografiche.
La prima esemplificazione, L'uso delle istruzioni, utilizza la traduzione italiana de La Vie mode d'emploi. Aldo Spinelli mette di seguito 99 righe del volume per organizzare proprio il racconto di questa performance.

Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera
evidente, evidente quanto il problema era parso insolubile fino a
ordinare gli attrezzi, a preparare il materiale, a fare certe prove.

è l'inizio dell'avventura di Spinelli, che continua fino alla fine dei novantanove righi, quando il racconto si conclude in maniera delirante grazie al fortuito caso che vede l'autore, abitante a Milano, proprio in "Santa Sofia": la W finale è l'omaggio conclusivo a Perec:

i ritagli così incollati venivano
provenienti da un nascondiglio scavato in una delle muraglie di Santa
Sofia. La lista degli oggetti in questione ci è nota per via di una lettera
nella sua stessa ironia, di una W.

 

MITOGRAFEMI

Una sequenza ininterrotta di nomi mitologici -in virtù di opportune cesure e di un'appropriata punteggiatura, nonché di eventuali apostrofi o accenti- si trasforma in un componimento poetico.
Canto tenero di Giuseppe Varaldo, componimento a contenuto erotico-amoroso e dedicato alla donna amata, è costituito da 14 strofe, ciascuna di 4 endecasillabi a rima alterna.

CANTO TENERO

Carme di nomi e no

Pro te ipsa antea;
pro nobis alte
Anna, perenna -ligia al poter mio-,
e mesci a caso o reca come dote,
tipico tono fausto a te natio,
farti debellar in odî o mote...
Ridesidero l'atona armonia,
la smania gaia, l'indole beata,
d'erotiche macerie la mania,
l'italo cor o l'aria delicata.
.........................................
.........................................
.........................................
L'amore, cara, non è reo, né rio,
e non è pane agro, né dà pena:
ti reco raro eros, perché io
miscelo lì con esso core e lena.
E già leonino pene par che dia,
e dona foco e gioia di per sé;
sol dì oscuri, nere idi pria:
mo', grazie a te, a letto giù non è.

(Di séguito sono riportati i nomi che danno luogo alle strofe citate, evitando di offrirne le note esplicative che invece appaiono nel testo per i nomi meno ovvî e per i quali comunque si rinvia all'Enciclopedia dei miti di Pierre Grimal):

Canto, Tenero,
Carme, Dino, Mieno,
Prote, Ipsa, Antea, Prono, Bisalte
Anna, Perenna, Ligia, Alpo, Termio, Eme, Scia, Caso, Ore, Caco, Medo, Teti, Pico, Tono, Fausto, Atena, Tione, Fartide, Bel, Larino, Diomo, Teride, Sidero, Latona, Armonia, Las, Mània (o Manìa), Gaia, Lindo, Lebe, Ata, Dero, Tiche, Maceri, Ela, Mani, Ali, Talo, Coro, Lari, Ade, Lica, Ta (miri) ...
... Lamo, Recarano, Nereo, Nerio, Enone, Pan, Eagro, Neda, Penati, Reco, Raro, Ero, Spercheio, Miscelo, Lico, Nesso, Core, Elena, Egialeo, Nino, Pene, Parche, Dia, Edona, Foco, Egio, Iadi, Perse, Sol, Dioscuri, Nereidi, Priamo, Grazie, Ate, Aletto, Giunone.

 

SONETTO PALINDROMICO

E' parso interessante innestare il palindromo, una restrizione semplice e vertiginosa, su una struttura da una parte acquisita fino al banale, per la sua permanenza plurisecolare nell'occidente poetico, d'altra parte oplepianamente archetipale: il sonetto. Con il Sonetto palindromico, effettivamente, le difficoltà aumentano abbastanza per essere pressoché entusiasmanti fino al delirio discorsivo.

Ruggero Campagnoli, sperimentatore della struttura, ha composto sei "deliri". Belli o brutti? "Domanda impertinente -risponde l'autore-. Quel che conta non è la bellezza a priori! Viva la bellezza a posteriori, se verrà: ma la sua venuta sia irrilevante per chi le traccia un arduo cammino. La porta, e la combinazione della sua serratura, prevalgano sulla mano eventuale". Il primo dei sei sonetti è dedicato alla "mamma":

A mamma torca su salita d'ossa
i' (tira!) monosoma l'uso d'eva.
I timori con ale egre solleva,
amaro napello mi dà la mossa,
in ili d'eros sepsi, dà lai cossa,
in ire turo, muri, so, rileva,
assopito id è, rati m'inneva.
A venn imitare Dio ti possa!
A veli rosi rumor uterini:
associala di spessore di lini.
Asso mala di molle panorama,
avello s'erge, e là noci romiti:
ave, do su l'amo, sono mariti
assodati. Là su, sacro tam m'ama.

"Per la lettura degli endecasillabi -avverte Campagnoli- il lettore ricorrerà opportunamente a sinalefe, iato, sineresi e dieresi, e terrà conto delle ottantasette varietà di combinazioni ritmiche rilevate dal Fraccaroli, senza trascurare, naturalmente, la possibilità di nuove proposte".

 

COMBINAZIONI MONORIME CON COMMENTO

Estratti dal corpus dell'opera poetica di due autori tutti i versi con la stessa rima, li si combina, mischiandoli fra loro ed alternandoli, fino a formare nuovi componimenti dotati di senso proprio.
Piero Falchetta, con i suoi Frammenti in vita, ha forzato ad improtestabile convivenza Dante e Petrarca, realizzando una raccolta di venticinque componimenti. Questo che segue è il XIX:

De l'empia Babilonia ond'è fuggita,
-Ché la diritta via era smarrita-
Che madonna passò di questa vita
In quella tela ch'io le porsi ordita!
E se mia voglia in ciò fusse compita
Veggiola in sé raccolta e, sì, romita.

Un filantropo fiero di aver strappato
dalla strada e dal vizio
una giovane, bellissima fanciulla

Che pezzo di figliola!
E che brava, ora.
Se ne sta sempre sola,
e non da più confidenza a nessuno.

 

SONETTO MONOVOCALICO LATENTE

Si tratta di un sonetto monovocalico in x (tranne una sola apparizione della vocale sbandita) trasformabile in un sonetto monovocalico in x (nel quale la vocale sbandita riappare a scapito di tutte le altre) con la stessa successione di consonanti. Ruggero Campagnoli è l'autore di Vocalizzi zulu, cinque coppie di sonetti che seguono la struttura indicata, una per ciascuna vocale. Ecco gli incipit della prima coppia:

Ulto core, di cocci fori ore,
Mesto ridi su loti di cortili
E spremi ceci folle. Stop! porcili
Brumosi tu no: .....

Alta, cara, da cacca farà ara,
Ma sta rada salata, dà cart'ala,
Aspra macaca falla, stappar cala
Brama satana: .....


TRADUZIONI OMOGRAFICHE

Un'unica sequenza di lettere viene sottoposta a due diverse segmentazioni. Ne derivano, pur con aggiustamenti di punteggiatura, due testi differenti, in due lingue differenti, con significati differenti.
Elena Addòmine ha sperimentato questa struttura (una "traduzione" italiano-inglese):

Lo vedi,    Love dip,
paga in amore, again a more tremor:
tremo rapita. a pit a ...
Ma fine porterò fatale ... 'm a fine porter of a tale ...


        
      
PICCOLO OMONIMARIO ILLUSTRATO

Una serie di omonimi della lingua italiana viene disposta in ordine significativo, in modo da costituire la sintesi di una breve narrazione, che, generata dalla serie stessa, la illustra.
"Bardo bardo bardo" è uno dei testi che Raffaele Aragona, ne La viola di bardo, propone insieme con l'apposita nota esplicativa:

Lavoro al Teatro Comunale: faccio il costumista.
Questa sera si inaugura la stagione lirica con un'opera di un musicista tedesco.
A me hanno affidato il primo attore, il baritono, che interpreta il personaggio principale del melodramma: un poeta nordico, che canta gli antichi splendori del suo popolo, ma che, per la sua balordaggine, è continuo oggetto di derisione da parte dei cortigiani del palazzo.
Sto vestendo il protagonista con gli abiti vistosi della cerimonia dell'incoronazione del re, quella che apre il primo atto:

"bardo bardo bardo".

bàrdo 1 v.vb. da bardare
bàrdo 2 s.m.: poeta, vate dei popoli celtici; cantore, poeta patriottico.
bàrdo 3 agg.: sciocco, balordo.

 

RIMBALZI STATISTICI

Per ciascuna lettera dell'alfabeto esiste una determinata frequenza di utilizzazione. Il "rimbalzo" obbliga a scrivere un testo, nel quale una prefissata lettera, non solo è utilizzata nel pieno rispetto della relativa frequenza, ma è pure posizionata con ritmo costante.
Aldo Spinelli, ideatore della struttura, ha scelto la lettera 'e' per una prima esemplificazione. La "e", in italiano, ha una frequenza pari all'11,1%; ciò significa che, mediamente, essa appare ogni 9 lettere.
Ecco l'incipit di questo "rimbalzo" che ha per titolo Le ripartite:

Eh già. Potrei iniziare così, in questo modo lento o anche un poco spento: una anemica maniera di concentrarmi per produrre qualcosa. E abbozzare, dopo, un preciso intreccio in questa facile quanto preoccupante forma di regola, una restrizione strana, che io mi vanterò di usare...

 

TESTI LOCUZIONALI SEMIAUTOMATICI

Sempre "rimproverato" per indulgere troppo all'illeggibilità, Ruggero Campagnoli ha deciso di unire la leggibilità ad un automatismo assoluto. Facendo ricorso ai più immemoriali e logori luoghi comuni, ha composto le sue Sestine per modo di dire, utilizzando in maniera opportuna, ma con delle regole ben precise, un comune dizionario dei modi di dire:

Inquietudini d'adolescente è il titolo di una delle sestine della raccolta, la ventesima:

Allungai le zampe,
mi presi delle confidenze:
fanalino di coda,
mi feci valere
facendo morire dal ridere.
Avrò l'età della ragione?

 

ANAGRAFIE

La struttura, ideata dal Sal Kierkia, consiste nella ricostruzione di un testo con le stesse parole e segni di interpunzione distribuiti in ordine diverso.
L'isola teletrasportata è il titolo di una raccolta di "anagrafie", curata dallo stesso Sal Kierkia, che riprendono l'incipit dell'Isola del giorno prima di Umberto Eco:
"Eppure m'inorgoglisco della mia umiliazione, e poiché a tal privilegio son condannato, quasi godo d'un'aborrita salvezza: sono, credo, a memoria d'uomo, l'unico essere della nostra specie ad aver fatto naufragio su una nave deserta.".
Questa che segue è la versione di Kierkia:

"Un'aborrita memoria della nostra, della mia deserta umiliazione, e una specie di credo sono quasi nave di salvezza: poiché godo ad aver l'unico privilegio d'esser uomo, su, m'inorgoglisco a tal fatto, eppure son condannato a naufragio."

 

L'ALFABETO RAFFIGURATO

La struttura si basa sulla costruzione di una "griglia letteraria" che comprenda, in posizione perfettamente centrata, la raffigurazione di una lettera dell'alfabeto attraverso le presenze di tale lettera nel testo, lettera che non apparirà ulteriormente in altre parti dello scritto.
Paolo Albani, ideatore della struttura, ha composto in forma di rettangolo 27x7 ventisei esercizi verbo-visivi (uno per ciascuna lettera dell'alfabeto) sulle amenità della vita, riunendoli sotto il titolo di Geometriche visioni.
"Nettare poetico" è il titolo della quinta "griglia", quella che contiene la E:

cola il miElE ElEgiaco dono
di avidi tEssitori di tropi
sornioni rEfusi di bizzarri
linguaggi E EsEmplari libri
culto di fElici scarabocchi
aforismi lEgati agli spasmi
di un piacErE ErEtto a mito

 

RITAGLI POETICI

La struttura del "ritaglio poetico" merita anche il nome di "lettera rubata": esssa consiste in due testi di significato completamente diverso tali che il secondo sia composto dalle stesse parole del primo con la sola esclusione di una lettera. La detrazione investe tutte le parole essenziali del testo di partenza.
Paolo Albani, ideatore della struttura, ha realizzato una raccolta di "ritagli", tutti in "r" Il titolo, naturalmente, è caratterizzato dal medesimo meccanismo, Rose osé.
Questa che segue è la prima delle dodici coppie di testi della raccolta:

TRAMONTI
incredibili mari
guardano pietrosi
l'inerzia di spirati raggi

NEGAZIONI
incedibili mai
guadano pietosi
l'inezia di spiati aggi.


per la cui facile lettura, avverte l'autore, "aggi" deve intendersi plurale di "aggio" nel senso di "anno".

 

SOLFEIX

E' il nome della restrizione proposta da Màrius Serra, scrittore catalano: è un neologismo sufficientemente descrittivo, paronimo e quasi omofono, in lingua catalana, di "solfeig" (solfeggio). Il "solfeix", che potrebbe tradursi "sol fascio", è basato sulla traslitterazione sillabica di una melodia; si aggiunge un fascio di nuove sillabe tra i nomi delle note della melodia, avendo ben presente la durata di ogni nota.
Il testo procede seguendo la sequenza delle note componenti la melodia scelta;
la prima sillaba del testo deve contenere il nome della prima nota della melodia (do, re, mi, fa, sol, la, si) e la durata musicale di questa prima nota indica le sillabe non predeterminate che la separeranno da quella che conterrà il nome della seconda nota. Il processo si ripeterà fino al raggiungimento dell'ultima nota della melodia interponendo 1 sillaba di separazione nel caso di semibreve, un fascio di 2 sillabe di separazione nel caso di minima, di 4 sillabe nel caso di una semiminima e così via, 8,16,32,64 nei casi rispettivamente di croma, semicroma,biscroma e semibiscroma.
Màrius Serra ha applicato tale procedimento al "Quadro secondo" dell'"Atto terzo" della "Turandot" di Giacomo Puccini; ne è nata la sua Turandot spuria , che inizia così:

Re+12, Re+8, Mi+4, Mi+4, Re+4, Do+12, Do+8, Re+12,Re+8, Mi+4, Mi+4, Mi+4, Re+4, DO+2.

Reviu una melodia molt llunyana mentre aguanta el black'n'decker. Mi ra d'escoltar millor aquest so mig guerrer i sorprenent. Al Liceu dominen le obres pùbliques. Els restauradors l'omplen de pols i de soroll, repartits per tot l'escenari. El lampista reposa i es concentra, admirat, en la rítmica tonada mistèrica.¿Altre cop el Turandot?, pensa.

 

POESIA TOPONOMASTICA

E' una struttura analoga a quella dei "mitografemi": una sequenza di nomi geografici dà luogo ad una composizione "poetica", utilizzando diverse scansioni, un'opportuna punteggiatura ed un appropriato posizionamento di accenti ed apostrofi.
Amandola è il primo esempio di questa struttura (ne è autore Giuseppe Varaldo), che già nel titolo, privo di qualsiasi cesura, cela il nome di una cittadina italiana delle Marche; Essen, Dora Riparia, Mede, Tasmania, Sète, Desio, Malia, Bra, Mosa, Lamìa, Alma, Pardo, Cile, Serio, Saar, Ida, Pur, Mali, Everest, Era... sono i nomi che generano la prima quartina:

Essendo rari -pari a me d'età-
smania, sete, desìo, malia bramosa,
la mia alma par docile, seriosa,
arida pur...: ma lieve resterà,

 

PLAGIO PER ANTICIPAZIONE

E' un'opera prodotta in epoca anteriore alla nascita dell'OULIPO e dell'OPLEPO. La riscoperta di opere del genere, che utilizzano cioè strutture "moderne" costituiscono pure un elemento "rassicurante" per gli esercizi deliranti degli attuali membri dell'Opificio.

 

PLAGIO PER POSTICIPAZIONE

Si tratta di un plagio di strutture oulipiane (in futuro potrà esserlo anche di opere oplepiane) in lingua diversa. E' ora un prodotto ed un atteggiamento proprio dell'OPLEPO nei confronti dell'OULIPO.

 

TEAnO

Acronimo di Telematica, Elettronica e Analisi nell'Opificio, è il "braccio informatico" di OPLEPO, ha come obiettivo quello di fornire strumenti informatici di ausilio alle opere di OPLEPO, supporto alla creazione umana con restrizioni. Nato nel 1991, opera, coerentemente con OPLEPO, in tutti i settori artistici; è in stretto contatto con l'omologo francese ALAMO.

 

"S + n"

Con OPLEPO, TEAnO ha pensato di applicare la struttura oulipiana "S+n" a testi lunghi.

In questa direzione Marco Maiocchi ha prodotto l'Artusi S+n. (Millelire-Stampa alternativa, n° 5, marzo 1995), nel quale vengono trasformate 74 ricette dell'Artusi. "Il piacere della buona tavola e quello di una lettura altrettanto gustosa convivono da quasi un secolo nel celebre manuale gastronomico dell'Artusi, schietto e saporito nel linguaggio come nelle ricette proposte. Ma la fantasia e la gioia di vivere che caratterizzano il testo originale possono essere amplificate fino all'inverosimile mediante i piaceri del gioco e della sperimentazione scientifica, con risultati curiosi, sconcertanti, surreali ..., come una succosa "Arancia in vaginetta" o un rinfrescante "Gelato di lumache"; ricordando, tuttavia, oltre il gioco e il divertimento, che 'improbabile' non è sinonimo di 'impossibile'" (Marco Maiocchi, nella quarta di copertina del citato Artusi S+n).

L'idea nacque durante una cena di membri OPLEPO a Milano, nel 1991, e venne sùbito sperimentata, utilizzando un dizionario gastronomico. Tra i piatti risultanti, i più "mangiabili" furono preparati e consumati, e tra questi spicca ancora il ricordo della seguente ricetta: ""Mele al Calvados". Le mele (dose per ogni persona circa 100 gr.) vengono mescolate lentamente con il Calvados per formare un delicato amalgama. Prima di essere servito in coppa, al composto viene aggiunta della zucchina in polvere" [Si tratta della versione S+1 della ricetta ""Mascarpone al caffè". Il mascarpone (dose per ogni persona circa 100 grammi) viene mescolato lentamente con il caffè per formare un delicato amalgama. Prima di essere servito in coppa, al composto viene aggiunto dello zucchero in polvere"].

 

MUSICA ANTONIMICA

Si tratta di trasformazioni algebriche di composizioni musicali, ottenute attraverso una trasposizione del concetto di "antonimico" dalla letteratura alla musica, effettuate algoritmicamente su brani musicali preesistenti. Nata da un'idea di OPLEPO, la struttura è stata sviluppata tecnologicamente da TEAnO e la trasposizione, effettuata su canzoni, è stata accompagnata da una versione antonimica dei relativi testi.
A Marco Maiocchi ed Enrico Fagnoni si deve il primo prodotto esemplificativo di questa struttura su testi offerti dall'OPLEPO: Il Concerto di Vejo è il titolo di un compact disc della Fonit Cetra, comprendente otto brani proposti nella doppia versione, "normale" ed "antonimica".

 

BLASONETTO

Si tratta di "un blason in forma di sonetto, nel quale le undici lettere del titolo entrano in ogni verso, anche se non in ordine preciso. Il titolo può non apparire o essere una parola che non ha alcun rapporto col tema del sonetto" (Ruggero Campagnoli in Blasonetti - Blasoni lessicali in forma di sonetto, su "Parol", n°11, marzo 1995, Book Editore, Bologna).
La struttura è stata utilizzata da Campagnoli nell'ultima sezione, "Restrizioni", dei suoi Sonetti per Liana (Edizioni
Scientifiche Italiane, Napoli, 1996); questo che segue è l'ultimo della raccolta, il centesimo [il titolo è ABBRACCIARE ].

Albasia cenerina cruda balma
abbrivida d'attese di racconti
in crocicchi alberati. Là simbionti
reciproci abbelliti dalla calma
si cibano del burro che si spalma
sulla certezza a briciole. Bifronti
con le labbra intrecciate in rendiconti
di bontà breve come crena in palma
laboriosa trascurano il berciare
mercimonioso e il labile acribiare.
Burberi di cattolica fermezza,
abbruttiscono in pace radicando
nel bric-à-brac senza telecomando
e s'abbronzano al credo di sceltezza.

 

MISTERI OBBLIGATI

Gli oplepiani, riuniti ad Anghiari nell'ottobre 1996, decisero di realizzare una serie di racconti del mistero comprendente un racconto per ogni membro del gruppo, utilizzando una serie di restrizioni comuni concernenti la lunghezza dello scritto (definita sulla base di un Word processor di riferimento e stabilita in 25.586 battute), il numero, il nome e le professioni dei personaggi, l'ambientazione (Anghiari, 1996) ecc.