La disparition

 

 

In esso la regola che presiede all'elaborazione del racconto si trasforma nella storia stessa narrata. La vocale è scomparsa, ma pure riempie le pagine di una sorta di continua, crescente e silenziosa presenza: essa genera il racconto, fa muovere e morire i suoi protagonisti. Perec racconta e rappresenta una storia che lascia riconoscere quella propria e di altri (Perec era ebreo e i suoi genitori non scamparono ai campi di sterminio). Ma l'invenzione di Perec rielabora completamente gli elementi derivati da quel progetto irragionevole di voler distruggere un intero popolo: la storia del genocidio viene presa al rovescio e, alla follia antisemitica, Perec risponde con l'eliminazione, assolutamente incruenta, di una lettera dell'alfabeto; all'insensata e assurda violenza nazista, egli oppone deliranti stragi puramente linguistiche. La disparition, d'altra parte, rappresenta anche la testimonianza diretta di un salvataggio, quello della lingua. La libertà del linguaggio si trova sempre contrapposta alla sua tirannide: evitare di usare una vocale costringe ad utilizzare una serie di artifici retorici e formali. Il romanzo diventa così la prova eclatante e convincentissima che l'assunzione di regole, anche le più dissennate, non è di alcuna limitazione all'attività letteraria.