copertina_x.gif (15772 bytes) L'Oulipo

Giovedì 24 novembre 1960, nella cantina del "Vero Guascone", si ritrovarono sette amici dagli interessi complementari: matematici che avevano a cuore la letteratura, uomini di lettere con l'amore per le scienze esatte. Era nato l'OULIPO (l'Ouvroir de Littérature Potentielle); il matematico-scacchista François Le Lionnais l'aveva fondato, lo scrittore Raymond Queneau, autore già degli Exercises de style e di soltanto cinque o sei sonetti dei suoi Cent mille milliards de poèmes , aveva immediatamente aderito.

Nel gruppo dell'OULIPO si continua ancora oggi ad esplorare sistematicamente la potenzialità della lingua con il continuo obiettivo di produrre nuovi procedimenti, nuove forme e strutture letterarie suscettibili di generare poesie, romanzi, testi rispondenti a prefissate contraintes, prescindendo quindi, almeno in parte, dal tradizionale concetto di ispirazione. L'immaginazione e l'ispirazione vengono suscitate sottomettendosi a nuove rigide regole

L'esempio de La disparition di Georges Perec è illuminante: l'oggetto sparito è la lettera 'e', mai usata nel corso del romanzo. La regola nascosta, ma sotto gli occhi di tutti, era sfuggita ai critici, che lessero La disparition come un romanzo "normale". In realtà si trattava di un testo, che faceva totalmente a meno di una vocale, che pure nella lingua francese è frequente come in italiano.

Sulla scia del Petit abécédaire illustré di Georges Perec, una raccolta di sedici piccole storie, ciascuna concludentesi con una particolare chiave finale, foneticamente equivalente alla successione di una consonante via via accoppiata con le cinque vocali, Calvino, anch'egli appartenente al gruppo dell'Oulipo, tentò l'esperienza in italiano con il suo Piccolo Sillabario Illustrato.

Una restrizione "leggera" è quella inventata da un gruppo di oulipiani sul nome di Montserrat Caballé: 101 metamorfosi omofoniche (o meglio parafoniche) giustificate da un breve pretesto. Il nome della cantante ritorna attraverso un "Mon Chirac a baillé" (il mio Chirac ha sbadigliato), sensazione espressa dall'allora Presidente Giscard a proposito di una disattenzione del suo primo ministro; oppure con la risposta, fantastica, di Maria Antonietta a Luigi XVI timoroso di andare alla ghigliottina; "Mon cher, t'as qu'à pas y aller!" (mio caro, non hai che non andarci!).

Nel metodo dell'OULIPO in primo luogo conta la qualità delle regole, la loro ingegnosità ed eleganza; se ad esse corrisponderà sùbito la qualità dei risultati ottenuti, tanto meglio.

Nessun oulipiano naturalmente pretende di sostenere che le proprie esercitazioni costituiscano vere e compiute opere letterarie: si tratta di esercizi che, in prospettiva, possono produrre nuove ed originali strutture compositive.

E' senza dubbio merito dell'OULIPO se Jacques Roubaud ha concepito l'originale struttura de La bella Ortensia, che sconvolge i tradizionali canoni della narrazione e vi coinvolge lo stesso lettore: l'autore, i personaggi, il narratore, il lettore sono tutti insieme presenti, contemporanei protagonisti del romanzo.

E' certo derivabile dalle attività oulipistiche l'impianto di alcuni libri di Italo Calvino.

E' oulipiana la struttura del grande romanzo di Georges Perec La vie mode d'emploi.

E' fortemente oulipiana l'origine de La disparition, altro romanzo di Perec.

E' oulipiano l'impianto di Sigarette dell'americano Harry Mathews.

L'invenzione del "non libro", che informa tutto il volume di Marcel Bénabou Perché non ho scritto nessuno dei miei libri, così come quella alla base dell'altra sua opera Jette ce livre avant qu'il soit trop tard, sono entrambe di chiaro sapore oulipiano.

Il più oulipiano dei romanzi di Raymond Queneau, Les fleurs bleues , è il più bello di tutti i suoi romanzi.